Il lusso della normalità

Lanvin punta sulla gente comune

lanvin campagna 2012 uomo di colore

La moda reinventa i suoi codici comunicativi. E lo fa puntando sulla gente comune. E chi pensasse che a scegliere questa strada siano marchi dal target medio-basso come Piazza Italia (bellissimo il nuovo catalogo con persone reali e hashtag di riferimento per dire la tua su twitter), dovrà ricredersi. Perchè dopo il caso American Apparel – che ha scelto come testimonial una sessantenne mezza nuda in un ristorante di New York – è nientemeno che il colosso del lusso Lanvin a cedere al fascino del “comune”.D’altra parte, dopo campagne basate su video virali in cui i protagonisti erano i corpi sinuosi e seminudi delle modelle danzanti o l’accostamento modelle-rettili, era difficile andare oltre. La maison ce l’ha fatta, assoldando Steven Meisel e affidandogli il compito di fotografare la “normalità” dei propri abiti, indossati da “modelli per caso” tra i 18 e gli 82 anni. Il bello è che a posare per Steven Meisel non ci arrivano neanche molte super topmodel dai fisici perfetti, dopo innumerevoli casting.

“Mi piaceva l’idea di riportare questi vestiti sulla strada e vedere come vestivano diversamente tagli ed età agli antipodi. Quella delle fotografie sembra una sorta di strana famiglia e mi piace”, afferma il portavoce della maison. Così, archiviate le modelle di fama internazionale, Lanvin ha dato il benvenuto ad un cameriere, un designer di cappelli, un’ex ballerina, un immigrato ed altre persone per riportare la sua moda nella strada, sua principale fonte di ispirazione e dimostrare che lo stile rimane tale su tutti i fisici e a tutte le età… Basta condirlo con la propria personalità. La personalità dell’ottantaduenne Jacquie Murdock, conosciuta nell’ambiente della danza come Tajah, quando si esibiva all’Apollo theatre, o del designer di cappelli Tziporah. Le storie e i racconti dei modelli ‘occasionali’, attuali protagonisti delle campagne magazine della maison, sono raccolte in un video virale lanciato lo scorso agosto.

ballerina 82 anni con abiti lanvin

Che dopo gli anni del glamour e del lusso a tutti i costi, anni in cui abbiamo guardato con invidia e talvolta indignazione alle pagine pubblicitarie dei più famosi magazine di moda, ora sia la ‘normalità’ l’unico modo di fare notizia? Che sia l’unica, vera formula, per catturare e far tuo il cliente? Di sicuro, si tratta di un bel passo avanti verso la democratizzazione del ben vestire. Ma non possiamo dire che la famosa crisi dell’economia mondiale, che inizia a farsi sentire anche nel mercato del lusso, non c’entri nulla (a proposito, sapete che la sede storica di Tiffany è a rischio chiusura?). La campagna così realizzata, orfana dei cachet stellari delle supertop, è infatti costata meno della metà della precedente. E sicuramente ha fatto parlare molto più di sè.