Native Advertising

L'Advertising del 2013

L’advertising sta cambiando anno dopo anno e da alcune ricerche e alcuni seminari pare infatti che il 2013 sarà l’anno della Native Advertising. 

Ma di cosa stiamo parlando? Non è un concetto semplice da spiegare perchè è ancora in una fase embrionale ma ci proviamo.

Il native advertising è contenuto sponsorizzato promosso e visualizzato in una forma che non “spezzi” la user experience tipica del sito che si sta consultando (una delle cose più fastidiose della pubblicità classica).

Dunque, invece di un’immagine con un claim, avremo un video o un articolo promozionale.  Dal punto di vista dello scopo, in luogo di attirare semplicemente l’attenzione (e possibilmente i click) di un utente, il native advertising vuole creare engagement.

Parliamo di “native advertising” quando ci riferiamo a Facebook Ads, ai promoted tweets, o anche, anzi soprattutto a Google Adwords. Nessun esempio migliore di Google Adwords infatti per mostrare l’integrazione perfetta dell’Advertising all’interno di contenuti in questo caso organici e ricchi di significato per l’utente.

Robert Andrews, sempre per «What we’ll see in 2013» , conferma la tesi secondo la quale i branded content conquisteranno sempre più spazio fino a giungere all’apice della loro breve storia, nel tentativo di aiutare i committenti a vendere in modo innovativo i loro prodotti o servizi, e i siti ospitanti a trovare finalmente una strada profittevole nel mercato online. Questo modello, avvisa però, metterà a dura prova la capacità del lettore di riuscire a distinguere i contenuti editoriali da quelli pubblicitari, «ammesso che questa separazione a loro importi ancora».

Per  Solve Media entro il 2016 ci sarà il boom degli investimenti per questa nuova leva del web marketing.
Nello specifico:

• – investimenti per 3 miliardi di dollari stimati entro il 2016;
• – 70% dei creativi afferma che la User Experience è la forza del native advertising;
• – il 14.3% dei publisher sono propensi a sperimentare questo sistema;
• – il 57% degli investitori punterebbero subito su questo nuovo tipo di advertising;
• – il 59% delle agenzie pubblicitarie credono nelle potenzialità di questo nuovo mezzo, ma solo il 49% sarebbe disposto a sperimentarle nell’immediato.