Shazam, dalla musica alla moda

L'evoluzione della celebre app

Shazam

Utilizzate abitualmente Shazam per individuare, taggare, condividere la vostra musica preferita? Preparatevi a farlo anche con gli abiti!Dal 2008, anno della sua creazione da parte della Shazam Entertainment, la famosa app che identifica i brani in trenta secondi “ascoltandoli” , ne ha fatti di passi avanti: grazie ad un database di contenuti ormai molto vasto e all’interazione con le altre piattaforme Shazam è in grado di fornivi testi, date dei tour, offrirvi la funzione di condivisione e quant’altro. Di recente, poi, la codifica audio è stata ampliata, in modo da far riconoscere alla app anche i contenuti provenienti dalla televisione. Cosa c’entra con il fashion?

L’azienda britannica sviluppatrice del software punta, un pò come Google, ad entrare nella vita quotidiana del consumatore, attraverso un applicativo che permetterà l’identificazione dei vestiti e non solo. L’utente dovrà soltanto sedersi sul divano, armarsi di smartphone e taggare il programma televisivo che sta guardando per conoscere maggiori dettagli sul programma stesso, sui suoi contenuti, sul cast ed accedere a contenuti extra. Ma soprattutto – per la gioia degli appassionati del settore – potrà “scansionare” i protagonisti e collegarsi direttamente allo shop on line del brand. Un mero divertissement? Non proprio…

Il Ceo di Shazam, Andrew Fisher, dichiara apertamente al Guardian che con questa funzione si aprono nuove strade sulla frontiera del marketing: in pratica, attraverso la creazione della categoria “media engagement”, il consumatore entrerà in contatto con il prodotto senza passare attraverso i motori di ricerca. Un ulteriore passo avanti rispetto al sistema QR Code e a quelli di Realtà Aumentata. Una sorta di Google alternativo in un mercato, quello dei tablet, che sta letteralmente soppiantando quello dei pc. Il termine “Shazamming” seguirà le orme del neologismo “googlare”, definito già nel 2010 da Mashable “parola del decennio”?

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