Il nostro Io Vettoriale

About Advertigo, ecco chi siamo

Possiamo forse definirlo un meta-progetto Advertigo?
Beh, perché no, in fondo è proprio di questo che si tratta!
Ideare e realizzare il nostro miglior modo per raccontarci è stato un gioco da ragazzi, sì, ma da ragazzi creativi.
Il progetto Io Vettoriale in Advertigo nasce proprio per questo: con il lancio del nuovo sito è nato il bisogno di personalizzare maggiormente la realtà dell’agenzia mettendoci, non solo per così dire, la faccia.
Ciò che serve per presentare un’agenzia creativa non può certo prescindere dall’essere esso stesso un progetto creativo, originale e coinvolgente, specchio della professionalità, del lavoro e dell’esperienza di Advertigo.vettoriale-wannabe

Il tutto di certo non secondo un’ottica autocelebrativa bensì autonarrativa per creare piccoli racconti fatti di persone, interessi e curiosità. Personalità diverse ma complementari arricchiscono il nostro team e risultano essere un importante e fondamentale valore aggiunto dedicato sia ai clienti, sia alla nostra stessa squadra.

Ed ecco così che, presentazioni originali e curiose si traducono in fedeli e ironiche caricature di noi stessi corredate da icone, simboli, citazioni scelte da ognuno di noi per descrivere ciò che più lo rappresenta.

Vicino ad ogni avatar, un breve testo, anch’esso piccolo gioco stilistico ed ironico, pensato per una propria descrizione espressa però in terza persona. Il fine è quello di presentarsi con occhi esterni per enfatizzare i propri difetti e le proprie virtù, quello che siamo e quello che avremo sempre voluto essere.
Wannabe… perché chi è che ancora non continua a fantasticare su quello che farà da grande? E visto che ormai, già grandi siamo, è importante non scordarsi dei nostri desideri per farsi guidare ed ispirare quotidianamente da essi nel nostro lavoro.
Per questo motivo Advertigo è Testa, Cuore e Polmoni.

Native Advertising

L'Advertising del 2013

L’advertising sta cambiando anno dopo anno e da alcune ricerche e alcuni seminari pare infatti che il 2013 sarà l’anno della Native Advertising. 

Ma di cosa stiamo parlando? Non è un concetto semplice da spiegare perchè è ancora in una fase embrionale ma ci proviamo.

Il native advertising è contenuto sponsorizzato promosso e visualizzato in una forma che non “spezzi” la user experience tipica del sito che si sta consultando (una delle cose più fastidiose della pubblicità classica).

Dunque, invece di un’immagine con un claim, avremo un video o un articolo promozionale.  Dal punto di vista dello scopo, in luogo di attirare semplicemente l’attenzione (e possibilmente i click) di un utente, il native advertising vuole creare engagement.

Parliamo di “native advertising” quando ci riferiamo a Facebook Ads, ai promoted tweets, o anche, anzi soprattutto a Google Adwords. Nessun esempio migliore di Google Adwords infatti per mostrare l’integrazione perfetta dell’Advertising all’interno di contenuti in questo caso organici e ricchi di significato per l’utente.

Robert Andrews, sempre per «What we’ll see in 2013» , conferma la tesi secondo la quale i branded content conquisteranno sempre più spazio fino a giungere all’apice della loro breve storia, nel tentativo di aiutare i committenti a vendere in modo innovativo i loro prodotti o servizi, e i siti ospitanti a trovare finalmente una strada profittevole nel mercato online. Questo modello, avvisa però, metterà a dura prova la capacità del lettore di riuscire a distinguere i contenuti editoriali da quelli pubblicitari, «ammesso che questa separazione a loro importi ancora».

Per  Solve Media entro il 2016 ci sarà il boom degli investimenti per questa nuova leva del web marketing.
Nello specifico:

• – investimenti per 3 miliardi di dollari stimati entro il 2016;
• – 70% dei creativi afferma che la User Experience è la forza del native advertising;
• – il 14.3% dei publisher sono propensi a sperimentare questo sistema;
• – il 57% degli investitori punterebbero subito su questo nuovo tipo di advertising;
• – il 59% delle agenzie pubblicitarie credono nelle potenzialità di questo nuovo mezzo, ma solo il 49% sarebbe disposto a sperimentarle nell’immediato.