Il caso Breast Milk Baby

una bambola scandalosa?

Il caso Breast Milk Baby

La Breast Milk Baby è pensata per le bambine da due anni in su, che vogliano ricreare in tutto e per tutto il rapporto madre-figlia con la propria bambola. Savannah, Cameron, Lilyang, Tony, Jessica e Jeremiah. Deliziosi bebè che mangiano dal seno della loro mamma, piangono e devono essere cambiati, ognuno con la propria personalità ed i propri tratti somatici; il problema è che la “mamma” dovrebbere essere vostra figlia. In pratica la bambina indossa un corpetto-reggiseno con finti capezzoli a forma di fiore e la bambolina succhia, per poi espletare i suoi bisogni alla fine della poppata, con tanto di pianto uggioso incorporato. Inutile dire che la bambola arriva nel mercato statunitense – dopo essere già stata su quello europeo – con un corteo di polemiche: chi la definisce “strana e mostruosa”, chi dice che è assurdo che “una bambina che non ha ancora sperimentato la pubertà e non ha il seno impari ad allattare”, chi, per contro, sostiene che incoraggi la pratica naturalissima dell’allattamento al seno e che il problema non sia la bambola, ma il fatto che l’allattamento in sè sia visto come un qualcosa dai forti richiami sessuali. Insomma – dicono i produttori – lasciate che vostra figlia esprima il proprio amore verso la creaturina nel modo più naturale che esista: allattandola.

bambola da allattare

Insomma, l’opinione pubblica si divide sul caso della Breast Milk Baby: da una parte, i sostenitori dell’allattamento ad ogni costo, che affermano: “allattare è la pratica più naturale al mondo e non solo è salutare per il bambino, ma aiuta la madre a tornare in forma in poco tempo e previene il tumore al seno”. Quindi, spiegatelo a vostra figlia e lasciate che faccia partica. Dall’altra parte chi difende il diritto dei bambini di essere bambini e di non sperimentare prima del tempo cose che sono riservate ad un’altra epoca della nostra vita. Comunque dando uno sguardo al sito www.thebreastmilkbaby.com, viene spontaneo dirlo: lasciate che i bambini facciano i bambini.

Breast milk baby

Il nuovo sito Advertigo

Benvenuti nel nostro mondo

Advertigo new website

Il rinnovamento è parte fondamentale della comunicazione. E la comunicazione è il mondo di Advertigo. Per questo, nonostante l’azienda sia giovane e formata da persone che non si sono adeguate ai tempi della rivoluzione web e social, ma che in quei tempi ci sono nati, li hanno vissuti, interpretati, amati, abbiamo sentito fortemente l’esigenza di mostrare meglio all’esterno ciò che siamo. A partire dalle persone che formano la nostra azienda e dalle loro competenze e passioni.

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Perché le cose non si modificano mai completamente – proprio come il carattere delle persone – ma migliorare è sempre possibile. Da oggi quindi Advertigo si pone come luogo virtuale (e non solo) di riferimento per chi ama la comunicazione tout-court, che si rivela non solo nelle strategie che quotidianamente mettiamo in atto, ma anche e soprattutto nel descrivere il mondo e la quotidianità di chi di questa voglia di comunicare ha fatto il suo way of life.

Ecco il nostro nuovo sito, il nostro nuovo blog… Benvenuti nel mondo di Advertigo.

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Il lusso della normalità

Lanvin punta sulla gente comune

lanvin campagna 2012 uomo di colore

La moda reinventa i suoi codici comunicativi. E lo fa puntando sulla gente comune. E chi pensasse che a scegliere questa strada siano marchi dal target medio-basso come Piazza Italia (bellissimo il nuovo catalogo con persone reali e hashtag di riferimento per dire la tua su twitter), dovrà ricredersi. Perchè dopo il caso American Apparel – che ha scelto come testimonial una sessantenne mezza nuda in un ristorante di New York – è nientemeno che il colosso del lusso Lanvin a cedere al fascino del “comune”.D’altra parte, dopo campagne basate su video virali in cui i protagonisti erano i corpi sinuosi e seminudi delle modelle danzanti o l’accostamento modelle-rettili, era difficile andare oltre. La maison ce l’ha fatta, assoldando Steven Meisel e affidandogli il compito di fotografare la “normalità” dei propri abiti, indossati da “modelli per caso” tra i 18 e gli 82 anni. Il bello è che a posare per Steven Meisel non ci arrivano neanche molte super topmodel dai fisici perfetti, dopo innumerevoli casting.

“Mi piaceva l’idea di riportare questi vestiti sulla strada e vedere come vestivano diversamente tagli ed età agli antipodi. Quella delle fotografie sembra una sorta di strana famiglia e mi piace”, afferma il portavoce della maison. Così, archiviate le modelle di fama internazionale, Lanvin ha dato il benvenuto ad un cameriere, un designer di cappelli, un’ex ballerina, un immigrato ed altre persone per riportare la sua moda nella strada, sua principale fonte di ispirazione e dimostrare che lo stile rimane tale su tutti i fisici e a tutte le età… Basta condirlo con la propria personalità. La personalità dell’ottantaduenne Jacquie Murdock, conosciuta nell’ambiente della danza come Tajah, quando si esibiva all’Apollo theatre, o del designer di cappelli Tziporah. Le storie e i racconti dei modelli ‘occasionali’, attuali protagonisti delle campagne magazine della maison, sono raccolte in un video virale lanciato lo scorso agosto.

ballerina 82 anni con abiti lanvin

Che dopo gli anni del glamour e del lusso a tutti i costi, anni in cui abbiamo guardato con invidia e talvolta indignazione alle pagine pubblicitarie dei più famosi magazine di moda, ora sia la ‘normalità’ l’unico modo di fare notizia? Che sia l’unica, vera formula, per catturare e far tuo il cliente? Di sicuro, si tratta di un bel passo avanti verso la democratizzazione del ben vestire. Ma non possiamo dire che la famosa crisi dell’economia mondiale, che inizia a farsi sentire anche nel mercato del lusso, non c’entri nulla (a proposito, sapete che la sede storica di Tiffany è a rischio chiusura?). La campagna così realizzata, orfana dei cachet stellari delle supertop, è infatti costata meno della metà della precedente. E sicuramente ha fatto parlare molto più di sè.